Arte di Educare

PROGETTO: 4 INCONTRI 

GENITORI E INSEGNANTI: PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO E DEL BENESSERE

 

AIUTARLO A CRESCERE: UN IMPEGNO COMUNE……

 

PREMESSA

 

Il processo evolutivo che la famiglia compie nel corso degli anni, il suo ciclo di vita, è visto come un processo di continua ristrutturazione della trama dei rapporti tra i suoi membri. La famiglia nel suo insieme ed ogni singolo individuo che ne fa parte, così come ogni generazione, vivono questo cammino evolutivo che richiede il riassestamento delle dinamiche interne e delle regole dell’insieme.

 

Sono state enormi le trasformazioni sociali e culturali che negli ultimi decenni hanno prodotto consistenti mutamenti sia tra le esperienze delle diverse generazioni, sia all’interno dell’esperienza dei singoli nel corso della loro vita, cambiando il clima familiare, l’organizzazione della vita quotidiana e la relazione genitori-figli. Questa grande metamorfosi demografica e sociale ha così portato al passaggio da un unico modello di famiglia (la famiglia nucleare coniugale) a una pluralità di forme familiari. Separazioni e divorzi sono i fenomeni che maggiormente contribuiscono ad alterare il quadro delle forme familiari nel nostro Paese. La ricerca di un modo di vivere più autentico sembra essere la motivazione profonda che sta alla radice di questa rivoluzione dei comportamenti.

 

La famiglia e la scuola sono strutture fondamentali della nostra società che permettono ai bambini di crescere e diventare adulti. Ci sono però bambini “difficili”, aggressivi, timidi,dal comportamento anomalo e allora, ci si sente in colpa, ci si interroga, ma come intervenire? Attraverso la comunicazione, genitori e insegnanti possono intervenire su tali problematiche psicologiche e diventare protagonisti del cambiamento.

 

Proprio sulla base di queste premesse si è mosso il “Progetto Scuola Famiglia” che nulla vuol essere se non un metodo che agisce sulle risorse dei genitori per ampliare al fine di accrescere le loro capacità educative…un contributo importante al ben-essere dei bambini e degli adolescenti di oggi e, in prospettiva futura, della società domani. Ciò che è in gioco è la creazione di nuove relazioni sociali che possono mobilitare quelle relazioni naturali, o potenziali umani, che rendono gli agenti sociali reciprocamente più ricchi e capaci di prevenire la patologie sociali e l’aggravarsi di situazioni di ingiustizia, di stigmatizzazione, di emarginazione. 

 

Un tipo di intervento socio-educativo che, più di altri, può raggiungere questo fine di “creazione di nuove relazioni sociali”, di “mobilitazione di potenziali umani” che permette alle persone di saper creare, gestire, mantenere il loro ben-essere. 

 

E’ un intervento tutto teso a rafforzare la famiglia ed il tessuto scolastico, “base relazionale della comunità”, la cui salute è in fondo principio, strumento e anche fine ultimo della community care stessa. L’obiettivo non è di trovare soluzioni immediate ai loro problemi, ma di pensare e riflettere in modo personale, rivedendo e riorganizzando la propria esperienza, tenendo conto del punto di vista altrui per affrontare, non una volta per tutte, ma con un atteggiamento sempre nuovo e creativo, le decisioni che giorno dopo giorno impegnano ciascuno di noi.

 

L’impegno è quello di offrire ai genitori e agli insegnanti delle informazioni a loro utili e , soprattutto, uno spazio di contatto con se stessi, di accoglienza delle loro esperienze e dei loro vissuti, di condivisione, di rielaborazione, di confronto delle loro pratiche educative con altri genitori, in modo che le loro esperienze, la loro creatività di persone prima e di genitori o insegnanti poi, possano essere messe in primo piano e non offese dall’offerta di soluzioni preconfezionate da parte di esperti dell’educazione e/o della psicologia. 

 

Lo slogan è quello di realizzare se stessi realizzando l’altro. La circolarità con l’altro, relazione nella quale i due soggetti possono evolvere ciascuno verso un indefinito meglio sempre possibile e mai definitivamente raggiunto, in virtù degli scambi attivati tra loro. Il genitore è partner competente, non destinatario passivo dell’azione educativa, mentre l’operatore professionale è catalizzatore delle risorse del genitore: partire dalle risorse piuttosto che dalle difficoltà delle famiglie è più produttivo al fine di permettere che le persone crescano e abbiano gli strumenti per risolvere le difficoltà. Arricchire la persona e offrirle uno spazio di crescita e di accettazione costituiscono le chance migliori per divenire buoni genitori: il coniuge felice e la persona psichicamente sana sono con più probabilità, buoni genitori: l’essere prima del fare!

OBIETTIVI:

 

Il principale obiettivo di tale itinerario è quello di trovare non una formula ”magica”, definitiva, sempre applicabile, che indichi le forme e i  contenuti dell’intervento con i genitori, ma piuttosto dei criteri di fondo che possano orientare l’azione educativa con i genitori in generale, che permettano anche a coloro che applicano dei modelli precostituiti di agire con flessibilità e apertura. Insomma “farsi voler bene dai propri figli e dai propri alunni”.

 

I genitori stessi sono coinvolti sin dall’inizio della progettazione e non restano meri destinatari di essa. Ai corsi in genere partecipano sempre i “soliti genitori”, “quelli che non sembrano avere problemi”, “i più bravi”, in parte questo è vero e ci sembra un bene che ciò avvenga: queste sono le famiglie che bisogna aiutare per mantenere e rafforzare il benessere proprio e altrui, finalizzato ad arricchirle, non a curarle. Il nostro lavoro è un lavoro di base, rivolto a quei genitori con cui ha un senso fare prevenzione primaria; per questo crediamo che, a questi due livelli, valga assai la pena di investire. 

 

Gli obiettivi generali dunque sono:

  1. rendere le famiglie competenti e consapevoli del loro potere
  2. rendere forti le famiglie e le loro reti naturali di sostegno.

Gli obiettivi specifici saranno:

  1. Sensibilizzare gli adulti alla relazione con i bambini
  2. Permettere la condivisione
  3. Rassicurare e aumentare la fiducia e la stima n se stessi
  4. Interrogarsi su di sé 
  5. Rendersi consapevoli di sé, selle conseguenze dei propri comportamenti
  6. Attivare la creatività, la capacità di analisi e di soluzione dei problemi
  7. Esplorare esperienze pratiche educative alternative
  8. Rinforzare le tendenze positive, arricchire e incoraggiare
  9. Facilitare la comunicazione nella famiglia
  10. Imparare a dire e a dirsi
  11. Offrire uno spazio di accoglienza e accettazione incondizionata ai singoli nel loro essere persone ancor prima che genitori
  12. Scoprire le proprie qualità e risorse e competenze
  13. Aumentare l’autostima
  14. Permettere il cambiamento

 

 

AREA DI  INTERVENTO:

 

 

GENITORI:

La caratteristica più importante dell’essere genitori è fornire una base sicura da cui un bambino o un adolescente possa partire per affacciarsi al mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato. Anche Winnicott ci ha spesso ricordato che la madre riesce ad amare meglio suo figlio quando lei per prima si sente sicura. Partiamo per il nostro “viaggio” sulla scia di questo concetto fondamentale.

Il corso è strutturato in incontri con l’obiettivo principale di accoglienza delle esperienze genitoriali, di condivisione, di rielaborazione, di confronto delle loro pratiche educative con altri genitori; in modo che le loro esperienze, la loro creatività, di persone prima e di genitori poi, possano essere messe in primo piano perché fondamentali per i propri figli.

 

 

INSEGNANTI:

Gli insegnanti sono i veri protagonisti attivi  della propria formazione e dell’approfondimento delle emozioni che inevitabilmente proviamo nel contatto con l’altro.

La loro formazione è un processo, uno sviluppo, un cambiamento che non mira alla sostituzione di ordine quantitativo o qualitativo, ma ad una continua ridefinizione della propria esperienza letta ed analizzata attraverso un percorso, che rappresenta il vero e significativo prodotto. La supervisione è la possibilità di comprendere quali emozioni ci legano o allontanano da una particolare situazione, quali complessi inconsci sono causa delle nostre conflittualità.

  Le sessioni saranno strutturate in assetto gruppale durante le quali verranno utilizzate anche dei giochi di squadra e di gruppo. Gli incontri avranno una durata annuale e si completeranno di interventi di tipo psicologico e/o psicoterapeutico. 

 

Verranno proposte attività quali:

  • Raccolta ed elaborazione aspettative
  • Formazione e Aggiornamento dei percorsi di trasmissione della crescita dei giovani.
  • Gruppi di laboratorio tramite simulate pratiche
  • Colloqui di gruppo ed individuali di supervisione dei casi ritenuti più difficili da gestire.

 

TEMPI E GESTIONE:

Gli incontri psicologici saranno spalmati in 4 incontri. Gli incontri potrebbero essere pensati ogni quindici giorni per la durata di circa due ore. Le date e gli orari verranno comunicate in seguito all’accordo con la struttura accogliente stessa.

 

MATERIALI E METODI:

Gli incontri prevedono delle discussioni e dei giochi di gruppo, di coppia ed individuali che coinvolgeranno tutti i partecipanti. 

COSTI:

OFFERTA di €5,00 per ogni incontro

Dott.ssa Sciolla Patrizia

  • Creato il .
  • Visite: 2253

Servizi

Lo Sportello d’Ascolto per le tante donne

in difficoltà,

donne senza diritti,

pareri, desideri,

pensieri ed emozioni,

cercando così di costruire un domani diverso per loro e per tutte e promuovere e sostenere l’affermazione dell’autonomia culturale, professionale delle donne al fine di accrescere la partecipazione femminile alla vita pubblica, e di uscire dalla spirale della violenza. L'ascolto e il dialogo, permette al volontario di condividere la condizione di quelle donne che vivono situazioni dove è possibile dare e ricevere sostegno emotivo, comprendere e sperimentare l'importanza dell'ascolto e della comunicazione per affrontare il disagio e la sofferenza psicologica, di fronte a difficoltà legate alla presenza di handicap, malattie, svantaggi culturali, appartenenza a culture diverse dalla nostra, emarginazione ecc.

Lo Sportello d’Ascolto per le donne è utile per:

• Accogliere

• Informare

• Affiancare

• Sostenere

• Accompagnare

  • Creato il .
  • Visite: 863

Statuto

E' possibile scaricare li statuto cliccando sul seguente link:

 

STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE

  • Visite: 885